Date : 18/03/2025
Stock Price : 11,20 €
Market Cap : 270 Mln
P / E : 45,21
L’azienda dichiara di essere una società tech e di aver sviluppato una piattaforma AI-driven per il mercato delle commodities.
Si presenta inoltre come fornitore di dati e analisi predittive per la gestione delle commodities e sostiene di automatizzare i processi di approvvigionamento e fornitura energetica grazie alla tecnologia sviluppata internamente; ed infine come fornitore di commodities.
Dal loro sito: eviso.ai, infatti, possiamo leggere :
1. “DIGITAL” COMPANY
“eVISO è una società digitale che utilizza la piattaforma di Intelligenza Artificiale proprietaria per creare valore per gli utenti ricorrenti di materie prime.”
“Con un approccio ispirato ai modelli di business a piattaforma, come Amazon e Google, nel 2019 abbiamo iniziato a vendere i nostri servizi AI non solo a clienti diretti, ma anche ad altri operatori del settore elettrico.”
Evidenze :
- I ricavi derivano esclusivamente dalla vendita di energia, non dalla vendita di servizi digitali.
- A differenza di Amazon e Google, che generano profitti direttamente da servizi digitali (e-commerce, cloud, advertising), la società vende semplicemente energia.
- Non viene specificato quanto del fatturato proviene effettivamente dalla vendita di servizi basati su modelli di AI (possiamo ritenere che sia 0 ?).
- Se il contributo della tecnologia ai ricavi è assente , come sembra essere, il modello di business è più simile a quello di un fornitore energetico tradizionale.
- Mancanza di un modello Software-as-a-Service o Platform-as-a-Service.
- Le digital company di successo offrono servizi scalabili e accessibili a terzi (AWS, Google Cloud). La società non ha clienti che pagano per accedere alla sua piattaforma AI, il che significa che l’AI è al massimo uno strumento interno di ottimizzazione, non un business autonomo.
2. APPLICAZIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SETTORE ENERGETICO
“L’energia elettrica è la commodity a cui abbiamo applicato per prima la nostra tecnologia nel 2013, grazie alla presenza pervasiva dei contatori digitali.”
“Il contesto in cui operiamo comprende attori che acquistano, vendono e consegnano prodotti, con vari gradi di digitalizzazione.”
Evidenze:
- L’uso di AI per il trading e la gestione dell’energia è al massimo un’innovazione interna, non un business scalabile.
- Ammesso che abbiano una tecnologia, che ottimizza unicamente i propri processi, non giustifica il posizionamento come tech company.
Se fosse davvero un modello di business dirompente, altri operatori del settore pagherebbero per usare la piattaforma AI di Eviso, giustificando la valutazione attuale. - La frase “abbiamo iniziato a vendere i nostri servizi AI non solo a clienti diretti, ma anche ad altri operatori del settore elettrico” andrebbe quantificata: quanti clienti diretti? Quanti operatori del settore ? C’è una percentuale del fatturato che dipende dalla vendita di servizi di AI?
- La gestione dei dati dei contatori digitali è una cosa comunissima nel settore.
- L’uso di smart metering e dati digitalizzati non è un’esclusiva di eVISO.Grandi società nel settore utilities come Enel, A2A, Iren e Edison utilizzano già algoritmi avanzati per ottimizzare il flusso energetico e prevedere la domanda, molto più performanti di quelli che Eviso allo stato attuale potrebbe avere o sviluppare.
3. “LA MAGIA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”
“Predizione: produzione industriale di previsioni su prezzi, volumi, comportamento umano.
Execution: esecuzione industriale automatica e autonoma di milioni di operazioni digitali.
Data Driven Pricing: capacità di monetizzare il valore creato personalizzando in massa i prezzi.”
Criticità:
- Termini vaghi e non supportati da dati
Cosa significa “esecuzione industriale di milioni di operazioni digitali” ?
Su quali basi concrete vengono fatte queste previsioni?
Quali vantaggi reali e misurabili porta l’AI rispetto ai competitor?
Di quale “modello magico” si parla ?
- Assenza di un track record sulle performance dei modelli utilizzati
Non viene fornita alcuna metrica quantitativa sull’efficacia della “piattaforma”, tantomeno metriche sui modelli AI sviluppati.
Se l’AI è un vantaggio competitivo, perché non ci sono case study, benchmark o dati di performance?
4. PREMI E RICONOSCIMENTI
“Dal 2019 è stata fra le imprese Leader della Crescita in Italia secondo Il Sole 24 Ore.”
“Inserita nel ranking FT1000 del Financial Times tra le 1000 imprese europee con il maggior tasso di crescita.”
Criticità:
Crescita del fatturato non significa crescita del valore tecnologico.
Il fatto che un’azienda sia in forte espansione non implica che sia una tech company. Molti fornitori di energia hanno registrato una crescita significativa negli ultimi anni a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, senza che questo fosse legato all’innovazione tecnologica.
Premi basati su crescita del business, non sulla qualità dell’AI.
Questi riconoscimenti non riguardano l’effettiva qualità o l’efficacia della tecnologia AI sviluppata dall’azienda.
Sarebbe stato più significativo e credibile menzionare studi accademici, analisi indipendenti da parte di terze parti o partnership con grandi player tecnologici, elementi che avrebbero potuto dimostrare un reale valore innovativo o un impatto concreto.
L’assenza di questi riferimenti lascia spazio a numerosi dubbi sulla sostanza tecnologica dietro le affermazioni.
5. LE “PIATTAFORME”
- SmartFaro: “La piattaforma di Business Intelligence per la gestione economico-finanziaria di tutti i punti di fornitura di energia.”
- AlgoEfficiency for resellers: “Fornitura di energia elettrica e soluzioni tecnologiche per aiutare i Reseller a servire nel modo migliore sempre più clienti finali in tutta Italia.“
- Cortex: “Il portale per gestire puntualmente le pratiche richieste dai clienti finali di energia elettrica (dalle variazioni di potenza, alle attivazioni, alle disattivazioni) e che permette, per ogni singolo punto di fornitura, di ricostruire in tempo reale l’evoluzione delle condizioni tecniche e legali.“
- SmartMele: “Nel febbraio 2021 siamo entrati nel settore della frutta lanciando SmartMele, il primo mercato digitale per negoziare container di mele con consegna a 3, 6, 12 mesi.”
Analisi:
Assenza di una tecnologia specifica avanzata
I servizi offerti riguardano la fornitura di energia per i reseller, replicando quelli dei competitor, in quanto non includono soluzioni basate su modelli di intelligenza artificiale o che ne prevedano un uso specifico.
Sembra essere assente anche l’uso di tecnologie già ampiamente sviluppate dagli attuali players, ben più strutturati di Eviso e con molte più risorse a disposizione sia in termini di persone con un’elevato know-how e sia sotto il profilo finanziario.
Comune portale per aziende energetiche
La maggior parte delle utility energetiche già è dotata di portali self-service per la gestione delle forniture, da anni ormai.
Le funzionalità “uniche” che offrirebbe, come:
- la gestione in tempo reale delle condizioni tecniche e legali dei punti di fornitura,
- l’accesso via API e
- la modalità self-service attiva 24/7,
sono già ampiamente disponibili presso i grandi operatori del mercato energetico, come Enel, A2A, Edison, Hera e Sorgenia e sono molto probabilmente migliori in termini di performance.
Questi player dispongono da tempo di piattaforme digitali che consentono di monitorare e gestire in modo automatizzato le forniture, con livelli di integrazione, modelli d’intelligenza artificiale e analisi predittiva ben più avanzati ed evoluti.
Le piattaforme sviluppate dai competitor infatti sono migliori sotto molteplici aspetti: scalabilità, innovazione tecnologica e presenza di funzionalità avanzate.
Eviso non introduce processi nuovi o metodologie differenti e digitalizza operazioni che i competitor già gestiscono tramite portali client o CRM interni, CORTEX quindi appare un prodotto non scalabile né vendibile a terzi a differenza dei portali sviluppati da altri player. Le pratiche di switch, voltura e subentro, peraltro sono automatizzate e regolamentate dall’ARERA (Autorità per l’energia), quindi i portali devono rispettare standard normativi comuni.
In conclusione, pensiamo che questo prodotto non possa rappresentare in alcun modo un vantaggio competitivo/tecnologico per l’azienda.
SmartFaro La piattaforma di “business intelligence” ma inaccessibile (o inesistente ?)
Presentata come “La piattaforma di Business Intelligence per la gestione economico-finanziaria di tutti i punti di fornitura di energia.
La complessità crescente dei settori elettricità e gas rende problematico il controllo del business delle aziende strutturate e multipunto.
eVISO ha creato SmartFaro per aprire a tutti gli attori del settore la sua “intelligenza” e tecnologia per l’eccellenza operazionale”
Eravamo molto curiosi di capire come la società avesse sviluppato un prodotto in grado di “rivoluzionare” il mercato delle commodities e affrontarne la sua complessità; sfortunatamentenon possiamo analizzarne le funzionalità né capirne gli scopi dato che il link indicato dalla società porta ad una pagina inesistente o non disponibile.
(Link: SmartFaro)
Mancanza di scalabilità e logica
Passare dal trading di energia alla compravendita di mele è un’operazione poco coerente.
Se la tecnologia della società fosse davvero rivoluzionaria, avrebbe avuto il bisogno di espandersi in un settore del genere?
In aggiunta, il “trading di mele” non ha le stesse dinamiche del trading energetico e non è chiaro quale possa essere il valore aggiunto in questo ambito.
L’impatto del “trading di mele” sul fatturato è di 100.000 Euro, non abbiamo voluto approfondire i margini.
Conclusioni sulle “piattaforme” sviluppate dalla società:
Sulla base delle informazioni raccolte e delle analisi effettuate sui prodotti offerti dalla società, riteniamo che la comunicazione adottata dalla società possa essere considerata fuorviante e ingannevole per gli investitori poiché induce a credere che la società abbia sviluppato, sviluppi o faccia uso di tecnologie AI particolarmente avanzate tali da poter farle avere un vantaggio sul mercato.
Sull’uso, lo sviluppo e le implementazioni di modelli statistici avanzati, reti neurali o più genericamente modelli di intelligenza artificiale non vi è alcuna evidenza, pertanto non abbiamo motivo di ritenere che la società possa avvantaggiarsi di una tecnologia particolare.
6. BUSINESS, BILANCIO E STOCKS
I ricavi attuali tradiscono la loro narrativa
La stragrande maggioranza dei ricavi (più del 90%) deriva dalla compra-vendita di energia elettrica, mentre i servizi digitali contribuiscono in misura più che marginale, che peraltro sono semplici “pratiche” relative a forniture di energia elettrica o gas.
Inoltre, il modello di business richiede un impiego significativo di capitale circolante, poiché l’azienda deve anticipare l’acquisto dell’energia prima di poterla rivendere ai clienti finali.
Questo profilo è ben lontano dalle caratteristiche di un’azienda tech.
Tech company o Utility di medie dimensioni “Washed with AI” ?
Definirsi una “tech company” e enfatizzare in modo così aggressivo l’uso di strumenti e modelli di Artificial Intelligence sembra più un caso di “AI-Washing” anziché una descrizione accurata della sua natura.
Di fatto, la società è un semplice fornitore di energia che, al più, utilizza strumenti digitali per ottimizzare il proprio business e i propri processi. I suoi ricavi restano legati a un bene fisico (energia, gas e… mele?), e non a un modello realmente scalabile e tecnologicamente sofisticato.
L’enfasi sull’intelligenza artificiale appare quindi un tentativo di cavalcare l’onda del momento e capitalizzare sull’hype creatosi nel mercato più che un reale pilastro della strategia aziendale.
Violazione normativa MAR ?
Secondo la normativa, coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione (i Soggetti Rilevanti), nonché le Persone a loro strettamente associate (le Persone strettamente legate), devono notificare il compimento di operazioni su strumenti finanziari quotati emessi dalla Società o su strumenti derivati e ad essi collegati e devono rispettare le restrizioni ad operare su tali strumenti, nei termini previsti dall’art.19 del Regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato (c.d. MAR) e dalla normativa delegata (Regolamenti (UE) n. 2016/522 e n. 2016/523).I Soggetti Rilevanti hanno inoltre il divieto di compiere operazioni per conto proprio o per conto di terzi, in via diretta o indiretta, sugli strumenti finanziari emessi dalla Società e quotati nei mercati regolamentati, MTF o OTF nei 30 giorni precedenti la pubblicazione dei risultati di periodo della Società emittente (c.d. blocking period).
Analizzando la pagina “internal dealing” della società abbiamo notato quelle che per noi sembrano essere irregolarità proprio per quanto riguardo al c.d. blocking period.
Nello specifico:
- Il 7/10/2022 Pandora Srl ha effettuato una vendita delle proprie azioni, esattamente 3 giorni prima della pubblicazione del bilancio annuale, non rispettando quindi il blocking period. Link
- Lo stesso giorno della pubblicazione del bilancio, l’11/10/2024, O Caminho Srl ha venduto 5.000 azioni.
Se il bilancio fosse stato pubblicato prima dell’operazione, probabilmente la normativa sarebbe stata rispettata; tuttavia, dal documento rilasciato dalla società risulta che l’operazione di cessione è stata eseguita alle 9:54, mentre dai metadati del file pdf caricato sul sito notiamo come la pubblicazione sia stata alle ore 17:11. Link - Analogamente, il 13/02/2025, O Caminho Srl ha effettuato un’operazione di vendita per un volume di 6.209 azioni lo stesso giorno in cui è stato pubblicato il risultato semestrale preliminare, violando nuovamente la normativa.
La normativa europea ha integrato quanto previsto dall’art. 114 comma 7 del d.lgs. n.58/1998 (Testo unico della finanza, TUF).
Le comunicazioni e le restrizioni si riferiscono agli strumenti emessi dalla Società e quotati in mercati regolamentati oppure negoziati su sistemi multilaterali o sistemi organizzati di negoziazione (MTF o OTF), cui si applica il MAR. I Soggetti Rilevanti e le Persone strettamente legate sono direttamente responsabili delle comunicazioni dovute in base all’art.19 MAR e possono conferire un incarico alla Società per provvedere alle comunicazioni per loro conto, nei soli casi e alle condizioni regolati.
I Soggetti rilevanti e le Persone strettamente legate, nei casi in cui non sia stato formalizzato un accordo con la Società, devono effettuare a propria cura le comunicazioni dovute per ciascuna operazione, direttamente nei confronti della Consob e della Società, tempestivamente e comunque non oltre 3 giorni lavorativi dopo la data dell’operazione.
Inoltre numerose comunicazioni relative ad operazioni da parte degli insider, principalmente cessioni di azioni, sembrerebbero aver violato il termine previsto dalla normativa:
- Il 04/04/2024 è stata effettuata un’operazione di cessione di azioni da parte di O Caminho Srl, che ha violato gli obblighi di comunicazione, poiché l’operazione è stata comunicata il 15/10/2024, ben oltre 6 mesi dal termine previsto dalla normativa.
- Il 30/12/2024 Iscat Srl ha effettuato un’operazione di cessione di azioni comunicato il 6/01/2025.
- Il 21/12/2024, Pandora Srl ha effettuato operazioni di cessione; tuttavia, essendo sabato, giorno in cui la borsa è chiusa risulta alquanto singolare la compravendita.
- Il 25/10/2024 O Caminho Srl ha effettuato un’operazione di cessione di azioni comunicata il 31/10/2024.
Seguiranno aggiornamenti !
GM



